MEGALOPOLIS
La frattura della società statunitense
NORD AMERICACINEPOLITICA


"La nostra repubblica americana, non è poi così diversa dall'antica Roma. Possiamo preservare il nostro passato e tutto il suo mirabile retaggio? o cadremo vittime anche noi, come l'antica Roma, dell'insaziabile fame di potere di pochi uomini?"
Con questa domanda, incisa nel marmo, si apre il film Megalopolis, una domanda retorica che si fonda non solo sull'attualità della società statunitense ma anche nelle radici della sua crescita e del suo sviluppo.
Quando Coppola si chiede che fine farà la New Rome del film parla ai suoi connazionali americani, si rivolge direttamente ad una società che sta già guidando la nazione verso una direzione per lui fin troppo evidente.
Con Megalopolis Coppola mette in scena la società americana: stanca, vecchia e divisa. Emblematici sono i contrasti interni alla pellicola, tra un visionario architetto che vuole ricostruire la città, e quindi la società, e un conservatorismo stanco e antico, rappresentato dagli attuali governanti che urlano "cemento, cemento, cemento", rappresentando una solidità storica, una speranza di resistenza eterna che però si sta sgretolando.
Proprio qui si inserisce il populismo di un terzo personaggio. Tra le dispute del conservatorismo storico e la visione troppo utopica di chi vuole guardare al futuro, ecco che trova spazio la terza opzione, il populismo, l'arrivismo politico che sfrutta la povertà, le necessità impellenti degli emarginati e la pancia della popolazione per ottenere il potere.
Questa divisione riflette la realtà americana. La divisione interna, le difficoltà e le spaccature politiche. Alcuni analisti ed esperti di statistica hanno iniziato a parlare di "Guerra Civile Fredda" degli Stati Uniti, richiamando il costante rischio di guerra globale della Guerra Fredda del '900 e il traumatico ricordo della Guerra Civile americana. A questa definizione si aggiungono i dati allarmanti che riportano che soltanto il 34% della popolazione americana si definisce politicamente moderato e che solamente il 10% delle amicizie superano le differenze di partito. Questo significa che all'interno di una società già solidamente divisa tra stati profondamente diversi, si inseriscono separazioni solide e quasi invalicabili tra le persone stesse e la loro "fede politica".
La superpotenza americana, superiore, in spesa militare, alle 12 nazioni dopo di lei - tenendo a mente che 10 di esse sono alleate - si trova ad affrontare una crisi interna che davvero rischia di metterla in crisi. I dati citati, relativi alla situazione sociale del paese, sono precedenti alle situazioni drammatiche nate in seguito alle operazioni dell'ICE condotte in Minnesota e all'uccisione di Renee Good e Alex Pretti; questo ci pone in evidenza il carattere drammatico della situazione e la polarizzazione che si sta esarcerbando.


Nell'Immagine, la statua della giustizia si accascia, stanca. Nel film seguono la statua della legge, con la tavola distrutta e quella della saggezza incatenata e senza fiato.
"Quando muore un impero?
Crolla in un unico terribile istante? No, ma arriva un momento in cui il suo popolo non crede più in esso; è allora che un impero comincia a morire"
Megalopolis è una fiaba, un racconto di Coppola con tutti i gli stilemi classici del genere: l'eroe protagonista, l'elemento magico e un cattivo da sconfiggere. Il cattivo di Megalopolis non sono solo dei personaggi, è la fragilità stessa della società, di una popolazione in balia di promesse di apparente ricchezza e vita agiata. La realtà è invece qualcosa di più complesso da prevedere e la domanda più importante che il film ci lascia è proprio quella iniziale:
Quando muore un impero?
