"Pura e Fredda Rabbia"
Le manifestazioni anti-immigrati di Belfast
EUROPA
Davide Costantini
6/10/20262 min leggere


"Cacciare gli stranieri".
Questo slogan ha riecheggiato a lungo nelle strade di Belfast nella notte tra il 9 e il 10 giugno 2026.
In seguito a un grave accoltellamento avvenuto il 9 giugno in città, culminato con il rapido fermo del presunto responsabile, sono esplose manifestazioni e proteste rapidamente degenerate in episodi di violenza. L'uomo arrestato, un trentenne ritenuto di probabile origine sudanese, è stato immediatamente indicato da alcuni gruppi come simbolo delle tensioni legate all'immigrazione, contribuendo ad alimentare un clima già fortemente polarizzato.
Nel corso della notte, gruppi di individui con il volto coperto e armati di bastoni hanno attraversato diversi quartieri della città, prendendo di mira abitazioni, veicoli e proprietà riconducibili a famiglie immigrate, in particolare di origine africana. Numerosi incendi sono stati appiccati in varie zone urbane. Secondo quanto riportato dalla BBC, tra i manifestanti si sono uditi slogan come "liberate le case dai non britannici" e "local homes for local people". I servizi antincendio dell'Irlanda del Nord hanno dichiarato di essere intervenuti 62 volte nel corso della notte, mentre la polizia ha confermato scontri con gruppi di dimostranti in diversi quartieri della città.
Jon Boutcher ha definito quanto accaduto un «atto di autolesionismo» privo di qualsiasi giustificazione. Dure condanne sono giunte anche da Keir Starmer, che già nelle ore precedenti aveva espresso ferma riprovazione per l'aggressione da cui ha avuto origine la vicenda.
Il leader di Reform UK, Nigel Farage, appena una settimana fa aveva invocato una «pura e fredda rabbia» nei confronti dei crimini commessi ai danni dei bianchi. L'affermazione era stata pronunciata ricordando la morte di Henry Nowak, ucciso lo scorso dicembre da un cittadino britannico di fede sikh. In seguito ai disordini della notte, Farage ha invece chiesto che venisse resa pubblica l'identità dell'accoltellatore arrestato, sostenendo che una maggiore trasparenza avrebbe potuto contribuire a ridurre la tensione tra i manifestanti.
Nel frattempo, le proteste si sono estese, seppur con episodi di violenza di minore entità, anche ad altre città del Regno Unito, tra cui Edimburgo, Glasgow e Southampton.
Gli eventi delle ultime ore hanno ulteriormente aggravato una crisi sociale e politica già presente nel Paese, mettendo in luce una frattura sempre più profonda all'interno della società britannica. Da una parte si rafforzano i movimenti favorevoli a politiche di remigrazione e a una drastica riduzione dell'immigrazione; dall'altra, le forze più liberali e multiculturaliste difendono un modello di società aperta e inclusiva. Una contrapposizione che, negli ultimi anni, è diventata uno degli assi portanti del dibattito pubblico nel Regno Unito.
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